Il matrimonio di un uomo anziano con la badante può essere impugnato dai figli? Dipende.

Per molte famiglie, rivolgersi ad una badante è diventato una necessità. Si stima che nelle case degli italiani esse siano quasi un milione di persone. Un boom dovuto soprattutto all’invecchiamento demografico del nostro paese. La conseguenza è anche un allargamento dell’area della non autosufficienza, che ha messo sotto pressione il nostro sistema di welfare.

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Queste persone sono per lo più donne straniere. Entrano a far parte della famiglia con tutte le conseguenze del caso, compreso il matrimonio con l’anziano assistito.

Vero affetto? Circonvenzione di incapace? La cronaca ha offerto diversi esempi di questi casi. E non sempre i figli hanno potuto opporsi al matrimonio. Per non trovarsi impreparati, può essere utile esaminare le motivazioni con cui la Cassazione ha respinto una richiesta di impugnazione, spiegando in quali (limitati) casi questa sia possibile.

Quando il matrimonio non è impugnabile

Con la sentenza del maggio 2017 (n.11536), la Cassazione ha stabilito che non può essere impugnato il matrimonio tra una badante e un uomo anziano nemmeno se questo è invalido e in amministrazione di sostegno, a meno che non abbia subito un provvedimento di interdizione da parte di un giudice.

A citare in giudizio l’uomo, la badante e l’amministratore di sostegno erano stati i figli, che avevano saputo del matrimonio tre anni dopo la firma dell’atto. La Corte d’Appello aveva dato ragione ai figli e aveva dichiarato la nullità del matrimonio. Ma la Cassazione ha capovolto la sentenza, affermando che la libertà di contrarre matrimonio è “incoercibile” e sottolineando che l’amministratore di sostegno è quella persona che deve garantire protezione giuridica, ma senza limitare eccessivamente la capacità di agire dell’assistito.

Quando il matrimonio è impugnabile

Nella stessa sentenza, la Cassazione stabilisce che si può impugnare un matrimonio solo se la persona è stata interdetta per infermità di mente ai sensi dell’articolo 119 del Codice civile. E possono farlo il tutore, il pubblico ministero e tutti coloro che hanno un interesse legittimo, come ad esempio i figli.

E se il genitore decide di sposarsi lo stesso, il matrimonio può essere dichiarato nullo.

Infine, i figli possono ottenere l’annullamento del matrimonio anche nel caso in cui riescano a dimostrare “l’incapacità di intendere e di volere” del genitore nel momento in cui si svolgono i fatti.

E il testamento?

Nel caso in cui la badante sia stata riconosciuta colpevole di circonvenzione di incapace, dovrà risarcire il danno materiale, cioè restituire i beni ricevuti in eredità.

Lo ha stabilito un’altra sentenza della Cassazione nel febbraio 2018 (n. 4653), con la quale la Suprema corte ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Milano che condannava una badante al risarcimento del danno materiale per circonvenzione di incapace. Quest’ultima aveva indotto un ultracentenario a nominarla erede testamentaria, nonché a contrarre nozze qualche mese dopo.